sabato 20 settembre 2014

DIECI ANNI SENZA CLOUGH,IL ROBIN HOOD DEL CALCIO

Dieci anni senza Clough, il Robin Hood del calcioIn molti non lo conoscono, qualcuno lo ricorda, tanti lo associano a un libro o a un film. Il maledetto United, non il Manchester ma il Leeds che quarant'anni fa scandì le giornate, esattamente 44, dell'allenatore inglese più giovane e talentuoso. Brian Clough è stato il prototipo del manager moderno e mediatico, trascinatore di folle di tifosi, discusso, criticato, amato o odiato senza mezze misure. Fonte inesauribile di titoli per i giornalisti. José Mourinho ma quattro decenni prima. Come il portoghese è stato un allenatore animato dalla fame di vittorie alimentata dal costante "rumore del nemico", quel Don Revie, boss del Leeds più forte della storia, battuto dal Derby County campione d'Inghilterra nella stagione '71-'72.

Clough sapeva semplicemente di essere il migliore: "Non mi piace definirmi il migliore, sono solo il più bravo", disse una volta. E' stato il Robin Hood del calcio. E non a caso la sua missione si è conclusa laddove la leggenda colloca la storia: alla guida del piccolo Nottingham Forest. "Rubo ai ricchi per dare ai poveri", un altro titolo d'Inghilterra soffiato al Liverpool di Bob Paisley ma soprattutto due trionfi consecutivi in Coppa dei Campioni, contro Malmoe e Amburgo. A 10 anni dalla morte, questa storia dell'impossibile che diventa realtà, può essere ancora di esempio, perché il nome del suo protagonista non venga mai dimenticato.

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